venerdì 29 gennaio 2016

21 gennaio / Beato GIUSEPPE NASCIMBRENI sacerdote, francescano secolare e fondatore delle Piccole Suore della Santa Famiglia


21 gennaio
BEATO GIUSEPPE NASCIMBENI
sarcerdote, francescano secolare
fondatore delle Piccole Suore della Santa Famiglia

Torri del Benaco, Verona, 22 marzo 1851 - Castelletto di Brenzone, Verona, 21 gennaio 1922



Giuseppe Nascimbeni nacque a Torri del Benaco il 22 marzo 1851, fu ordinato sacerdote nel 1874 dal Card. Luigi di Canossa, Vescovo di Verona. Fu mandato come maestro e cooperatore dapprima a S. Pietro di Lavagno e poi a Castelletto di Brenzone, dove fu parroco fino alla morte, avvenuta il 21 gennaio 1922. Appassionato per la gloria di Dio e la salvezza delle anime, fondò l'Istituto delle Piccole Suore della Sacra Famiglia perché le suore lo aiutassero a popolare il paradiso di santi. Contemplativo e attivo, sacerdote, parroco, fondatore, fu per tutti il Padre. Sua ispiratrice: la Sacra Famiglia. Suo programma: Caritas Christi urget nos. Sua forza: l'Eucaristia, la preghiera, il Rosario. Sua eredità: Pregare, lavorare, patire per la gloria di Dio e la redenzione del mondo. Fu beatificato a Verona da Giovanni Paolo II il 17 aprile 1988.


Martirologio Romano: A Castelletto del Garda in Veneto, beato Giuseppe Nascimbeni, sacerdote, fondatore dell’Istituto delle Piccole Suore della Sacra Famiglia.





B. GIUSEPPE NASCIMBENI



Giuseppe Nascimbeni nacque a Torri del Benaco (diocesi e provincia di Verona) il 22 marzo 1851, da Antonio Nascimbeni e Amedea Sartori.
ll padre era falegname e maestro di musica, la madre casalinga. Famiglia modesta economicamente ma religiosamente ricca. ll padre partecipava alla Messa ogni mattina e la domenica celebrava la Liturgia delle Ore in onore della Madonna.
Ricevuta l'istruzione nel paese nativo, nel novembre 1862 fu inviato a Verona presso il Collegio dei Gesuiti e successivamente presso l'lstituto "Mazza", ma ne fu escluso per poco profitto. Nel 1863 entrò nel seminario diocesano, ove completò gli studi che lo avrebbero condotto al sacerdozio. 
ll 9 agosto 1874 fu ordinato sacerdote e tredici giorni dopo conseguì il diploma di maestro elementare. lnviato, nel novembre successivo, a S. Pietro di Lavagno come maestro e cooperatore parrocchiale si meritò la stima e I'affetto di quella popolazione che voleva averlo come parroco. 
lnviato, nel 1877, a Castelletto, con le stesse mansioni, contribuì notevolmente alla rinascita spirituale di quella parrocchia. Alla morte del parroco, don Nascimbeni fu preposto alla parrocchia di Castelletto, tra l'esultanza del popolo che ne aveva caldeggiato la nomina, il 25 gennaio 1885.
Resterà parroco a Castelletto per 37 anni, promuovendo un'intensa azione pastorale soprattutto a vantaggio dei giovani, dei malati e dei poveri. Nessun parrocchiano morì senza ricevere per tempo i sacramenti. Per merito suo Castelletto fu dotato di posta e di telegrafo, di una cassa rurale, di illuminazione pubblica, di un acquedotto e divarie aziende.
Durante la guerra del 1915-1918 si prodigò a favore dei soldati, ricevendo in segno digratitudine la croce di bronzo e il titolo di cavaliere, nonchè la nomina di Protonotario apostolico.
Per andare incontro ai vari ed assillanti bisogni del popolo "con le opere di carità spirituale e temporale" il 4 novembre 1892 fondò I'lstituto delle Piccole Suore della S. Famiglia con la collaborazione della serva di Dio Maria Domenica Mantovani.
ll 31 dicembre 1916, mentre celebrava I'Eucarestia, fu colpito da emiplagia sinistra che dette inizio alla sua lunga e penosa malattia che sitrascinò per il resto della sua vita; Crocifisso con Cristo, diede sempre mirabili e sempi di eroica fede e di eroica adesione alla volontàdel signore.
ll 21 gennaio 1922, dopo di aver gridato: "Viva la morte, perché principio della vita!", si addormentò nel Signore, compianto e venerato da tutti come singolare testimone della carità di Cristo. Aveva 71 anni di età. (P. Giuliano Ferrini, ofm)



  • causa

Papa Giovanni Paolo ll a Verona il 17 aprile 1988 lo elevava agli onoridegli altari come Beato.

postulatore: Fra Giovangiuseppe Califano, ofm
richiedente: Piccole Suore della Sacra Famiglia, Via Mons. Giuseppe Nascimbeni, 6, 37010 Castelletto di Brenzone (VR), ITALIA

  • preghiera


O Dio, che nell'amore verso te e verso i fratelli hai compendiato i tuoi comandamenti,
fa che ad imitazione del tuo sacerdote il Beato Giuseppe Nascimbeni
dedichiamo la nostra vita al servizio dei più poveri
e ispirandoci all'esempio della Santa Famiglia di Nazaret: Gesù, Maria e Giuseppe,
apprendiamo le virtù che ci sorreggono e ci dirigono nel giusto cammino della vita,
per giungere felicemente, insieme ai nostrifratelli, alla gioia e alla gloria del tuo regno.
Per Cristo nostro Signore. Amen.




Giuseppe Nascimbeni fondatore
delle Piccole Suore della Santa Famiglia

Inviato nel 1874 a S. Pietro di Lavagno, Giuseppe Nascimbeni fu per tre anni stimato maestro ed educatore impegnato nella catechesi dei giovani, nella predicazione, nell’oratorio. Aprì nella propria casa per i giovani più dotati un «ginnasietto», esperienza di condivisione formativa e spirituale (continuata, più tardi, a Castelletto), in cui maturarono giovani arricchiti da diverse vocazioni, tanto sacerdoti quanto professionisti. Mentre l’Italia, sotto la guida di Crispi, tentava improbabili campagne coloniali, d. Giuseppe veniva trasferito a Castelletto il 2 novembre 1877, dove continuò, prima da cooperatore e maestro, quindi da parroco (1885), un ministero pastorale che sarebbe durato quarantacinque anni, fino alla sua morte.

Castelletto di Brenzone, nell’ultimo ventennio dell’Ottocento, era un ridente ma povero paese della sponda orientale del lago di Garda, ai confini della diocesi di Verona, e fino al 1918, ai confini dell’Italia con l’Austria. Un’autentica Nazareth, ignorata o quasi nelle carte geografiche, collegata col «mondo» solo con il traghetto, priva di strade e di luce, carente soprattutto di lavoro. I primi anni di residenza a Castelletto diedero occasione al Nascimbeni di conoscere la preoccupante situazione sociale delle popolazioni residenti nei paesi che si affacciano sulle rive del lago. Bambini trascurati, giovani privi di ogni istruzione scolastica e religiosa, anziani soli da assistere costituivano continue emergenze a cui difficilmente un sacerdote da solo avrebbe potuto rispondere. L’emigrazione successiva alla crisi che aveva seguito l’introduzione sul mercato europeo dei cereali americani e della seta orientale, completava il quadro.
Leone XIII, nel 1891, intanto promulgava la Rerum Novarum. Si comprende perché, dopo aver bussato a molti istituti religiosi e aver ricevuto risposte negative da Torino, Milano, Genova e Padova, Roma, nel 1892, d. Giuseppe si presentava al suo Vescovo, Mons. Bacilieri, con le dimissioni firmate: «Sono un povero prete sprovvisto di tutto, donne e suore collaboratrici comprese». Imprevista giunse la risposta: «Se nissuni ve le dà (le suore), fevele vu come volì».



B. Maria Domenica Mantovani
«Ora che mutano i tempi, la donna collabori»

Tornato a casa, chiamò le ragazze più fidate, quelle che stava seguendo spiritualmente da anni. Quattro, tra loro Maria Domenica Mantovani, la futura «Madre», gli risponderanno di sì. Non fu un evento casuale, a questo punto, la scelta di fondare un istituto che riproponesse per la sua parrocchia e per le sue famiglie lo stile della famiglia di Nazareth. Il messaggio che sottoponeva alle sue ragazze era semplice: «Nei tempi felici, in cui la religione regnava tranquilla nelle nostre contrade, la maggior parte delle giovani si racchiudevano all’ombra solitaria dei monasteri: ma ora che mutano i tempi e l’incredulità si diffonde, è cosa buona, anzi provvidenziale, che la donna pure accorra a coadiuvare il ministero del sacerdote» (Reg. Man. 1893; cfr VC 58).


Le Piccole Suore della Sacra Famiglia

Per un mese mandò le quattro a completare il «noviziato» nel convento più povero di Verona, presso le Terziarie Francescane di santa Elisabetta, perché fosse chiaro che le suore dovevano ripartire dal Cristo fatto uomo, nei loro poveri territori di origine. Esse, dopo aver emesso la professione religiosa nelle mani del Vescovo di Verona, sulla base della Regola francescana (delle Terziarie Regolari) attualizzata dalle indicazioni manoscritte del Nascimbeni, il 4 Novembre 1892, festa di S. Carlo protettore della parrocchia, tornarono a Castelletto. 
Da quel giorno don Giuseppe diventava il «padre», di una nuova famiglia, oltre che della sua parrocchia. E da Castelletto, nel giro di pochi anni, pur nella ristretta economia italiana, diverrà «esportatore» di un prodotto nuovo, per tutti i poveri delle periferie del mondo: le Piccole Suore della Sacra Famiglia. Nel 1910 le suore ottennero dalla Sacra Congregazione dei religiosi il decreto di lode: erano già 320 e lavoravano in 63 case. Alla morte del Fondatore, nel 1922, avevano superato le 600. Oggi le professe perpetue sono oltre 1100 in 171 case, presenti in trenta Diocesi d’Italia, in America Latina, Africa, Svizzera e Albania.

Fonte: Andreas Resch, I Santi di Giovanni Paolo II, Libreria Editrice Vaticana


Approfondimenti web


Piccole Suore della Santa Famiglia: biografia, spiritualità, testi del fondatore