giovedì 21 gennaio 2016

VITA DEL SERVO DI DIO JOSEPH TAMBY, FRANCESCANO SECOLARE DELL'INDIA



15 gennaio
servo di Dio
JOSEPH THAMBY
Francescano secolare

settembre 1883 in Karaikal, Puducherry (aka Pondicherry) (India)
15 gennaio 1945 a Avutapally, Andhra Pradesh (India)


Joseph Thamby, terziario francescano professo, nacque nel settembre del 1883 nel villaggio di Karaikal e crebbe a Pondicherry, nello stato meridionale di Tamil Nadu, in India, che allora era una colonia inglese.
I suoi genitori si chiamavano Savarymuthu Thamby e Annamalle.
Joseph Thamby perse sua madre all'età di sette anni. Suo padre si risposò e dal secondo matrimonio nacque Maria. 
A dodici anni Joseph Thamby, insieme ad altri compagni, si preparava alla Prima Comunione e alla Cresima; nonostante la matrigna si mostrasse contraria, egli ricevette i sacramenti.
In seguito, a causa della continua avversione nei suoi confronti da parte della matrigna,
Joseph Thamby scappò da casa e raggiunse Kerala, dove una pia donna lo accolse, si prese cura di lui e lo educò. Da parte sua, il giovane Joseph si occupava dei lavori di casa.
Il fratello, invece, più tardi andò a Saigon, in Vietnam (colonia francese fino al 1956) dove sposò Mary Therese: ebbero tre maschi e una femmina che divenne monaca carmelitana a Puducherry.
In Kerala, Joseph Thamby ricevette una buona formazione religiosa. Aveva già, per natura, una predísposizione alle cose dello spirito. Di tanto in tanto, tornava a visitare il suo luogo natale, dove elemosínava senza essere riconosciuto da nessuno; una volta anche suo padre, senza riconoscerlo, gli diede dei soldi. Solo nel 1928, fu riconosciuto dalla nonna durante i funerali di un parente.
Nel corso di queste visite,
Joseph Thamby vestiva il cilicio e viveva da mendicante, godendo già di fama di santità. Il 14 ottobre 1932, vestito del saio francescano, si presentò al monastero di Puducherry per la  professione religiosa della nipote suor Gabrielle Therese ocd (carmelitana scaza, morta nel 1985). Quando questa gli chiese con insistenza dove vivesse, Joseph rispose che doveva tornare al suo convento di Kollam, in Kerala. Aveva allora circa cinquant'anní. 

Terziario francescano

In quegli anni, infatti, Joseph Thamby tentava di entrare nell'ordine cappuccino, a Kollam, dov'era lo studentato di St. Antony's Friary, tuttavia, a causa dell'elefantiasi da cui era afflitto alla gamba destra e a causa dell'avanzata età, non fu accolto. Le sue esperienze estatiche furono giudicate come il frutto di attacchi epilettici.
Tra i cappuccini era una volta consuetudine, per i postulanti all'ordine, essere ammessi prima nel Terz'Ordine francescano tramite la vestizione (l'abito senza il cappuccio, la corda e il rosario), il noviziato e la professione, per poi entrare nel noviziato dei frati. Sicuramente i suoi cinquant'anni non deposero a suo favore. Tuttavia, anche dopo aver lasciato i cappuccini, il terziario Thamby continuò a portare l'abito, come confermano alcune fotografie e diversi testimoni.
Con il permesso del vescovo i terziari che lo desideravano potevano portare l'abito. Con ogni probabilità Thamby ha lasciato il convento dei Cappuccini nel 1933. 


Joseph Thamby dimorò negli Stati di Puducherry Kerala e Tamil Nadu, lasciando dietro di sè un ricordo di austerità, preghíera e carità; erano ben conosciute le sue opere di evangelizzazione, come le sue esperienze mistiche. Rimase sempre un membro fedele del Terzo Ordine e prese su di sé la missione di diffondere l'Ordine, ove possibile.
Pregava il brevíario in latino, che era la lingua ufficiale della Chiesa, e conosceva il tamil, il francese, il malayalam, I'inglese e il telugu.
Fedele alla sua vocazione francescana, visse una vita ascetica e itinerante, in preghiera e penitenza, mendicando in favore dei bisognosi, dedicandosi tutto all'evangelízzazione, facendo opera di riconciliazione e portando la pace.

A Manathidal, nella diocesi di Kumbakonam, Tamil Nadu: 1933-1936
Nel 1933, Joseph Thamby si trasferì a Manathidal, ora una parrocchia della diocesi di Kumbakonam, (nel distretto di Tanjavur, Tamil Nadu) ma allora chiesetta dipendente dalla parrocchia di Tanjavur. 
La sua vita a Manathidal era umile e povera. Viveva in una minuscola baracca vicina alla chiesa. Il suo sostentamento dipendeva esclusivamente dalla generosità della gente.Al suo arrivo, alcuni pensavano che appartenesse a una casta inferiore, perché era di carnagione scura. Volevano cacciarlo via, ma poi, poco alla volta, si resero conto che Joseph Thamby era un saynyasi (un monaco). Cominciarono a tollerare che egli osservasse fino in fondo il suo stile di vita.
Successe, inoltre, che i Cattolici di Manathidal iniziarono ad essere affascinati dallo spirito di preghiera, di semplicità e generosità di Joseph Thamby. Gli fornirono cibo e alloggio. Da parte sua, lui insegnava loro il catechismo, portava la pace tra le persone e si occupava nel preparare le feste locali.
Insegnò loro la vita di san Francesco di Assisi, dell'Ordine serafico, soprattutto del Terzo Ordine (l'Ordine Francescano Secolare). Alcuni di loro decisero di entrarne a far parte, perciò
Joseph Thamby fondò una fraternità del Terz'Ordine in quel luogo.
Molta gente cominciò ad andare per la Messa alla chiesa parrocchiale di Tanjavur, che distava tre chillometri. Il parroco P. Gnanadhikyam, vista tanta fioritura di fede, chiese al vescovo un sacerdote d'aiuto che si trasferisse a
Manathidal. Con l'arrivo di P. Ignazio PS, il primo settembre 1935, furono premiati gli sforzi di Thamby per ottenere un sacerdote a Manathidal. Egli disse: "ora che si ha un sacerdote a prendersi cura di voi, devo andare altrove a servire molte persone".



Tra le tribù di Pachamalai, Tamil Nadu
: 1936
Nel 1936, Joseph Thamby si spostò a Pachamalai (diocesi di Kumbakonam e distretto di Thirichinipally, Tamil Nadu) per un servizio sociale ed evangelico tra le tribù della collina, considerate primitive. Si trovavano a otto chilometri di distanza dalla parrocchia di Kothapalayam, e lui vi rimase, alloggiato in una capanna, per un bel po' di tempo.
S’impegnava in servizi sociali, soprattutto fornendo indumenti per i poveri. Raccoglieva i vestiti e anche del denaro da Pondicherry da destinare ai suoi poveri. La sua vita ed il suo servizio sono degni di nota. Identificava se stesso con i tribali poveri di lì, dove era. Si sforzò di istruirli e lavorò alacremente per eleviare le loro condizioni sociali.
In certe occasioni, egli li proteggeva dallo sfruttamento di un ufficiale della forestale finché questi fu sospeso dal suo ufficio a causa della denuncia all'autorità superiore, che
Joseph Thamby fece con l'aiuto di P. Adhiroopam, un parroco suo buon amico.
Le sofferenze degli altri toccavano il suo cuore e lui avrebbe fatto ogni sforzo per fornire aiuto, a prescindere dalla casta, credo, la cultura e il luogo. Curava gli ammalati con i rimedi naturali che conosceva. Il suo sogno era costruire una chiesa e per questo comprò un pezzo di terra. Alcuni sacerdoti, però, pensarono che sarebbe stato molto difficile costruire una chiesa tra quelle popolazioni tribali e vendettero la terra. Dopo di ciò
Joseph Thamby lasciò Pachamalai.

In Kerala : 1937
Nel 1937, Joseph Thamby tornò a Kerala, che conosceva per avervi vissuto da ragazzo. Lavorò in campagna come bracciante o chiedeva l'elemosina, condividendo tutto quello che guadagnava con i poveri. Joseph Thamby pregava per gli ammalati e per la conversione dei peccatori. Molti degli aiuti che otteneva li destinava per aiutare i poveri di Vijayawada, in Andhra Pradesh.

In Andhra Pradesh : 1937 - 1945

Da Kerala si spostò a Bittracunda, nel distretto di Nellore, in Andhra Pradesh, e qui per otto mesi esercitò il suo ministero tra i lavoratori delle Ferrovie che venivano per lo più da Tamil Nadu.
Verso la fine del 1937, raggiunse Kesarapally, che si trova a venticinque chilometri circa da Vijayawada. Lì acquisì una conoscenza pratica della lingua Telugu, che utilizzò per radunare la gente a recitare il Rosario e per condurli alla Messa nella chiesa parrocchiale a Pedavutapally.
Nel 1938,
Joseph Thamby si sposta per un periodo, nella arcidiocesi di Verapuzha, dove I'arcivescovo Joseph Attipetty gli chiese di collaborare alla formazione dei fratelli del "Theresian Brothers", istituto da lui fondato per I'opera dell'evangelizzazíone; gli fu chiesto, tra Ì'altro, di formare due frati per guidare la loro "Puthur Mission" (Ponnukaia), ma questi lo consideravano folle e non accettarono le sue indicazioni.


Casa di Josep Thamby,
con le scritte sui muri dei devoti

All'inizio del 1939, decise di trasferirsi da Kesarapally ai locali della chiesa parrocchiale di Pedavutapally, per l'amore per l'Eucaristia. Aveva, infatti, chiesto al parroco P. Jhon B Calderaro (Pime), di rimanere  presso la Chiesa, ed egli fu così gentile da offrirgli un posto dove stare, insieme alla sua cuoca, in una piccola capanna di paglia.


Sull''icona del servo di Dio
i pellegrini pongono delle ghirlande di fiori
Il 28 gennaio 1939, frequenta la Santa Messa celebrata da P. Joseph Chungath (Senior), il parroco di Nadathara, con il quale entra in contatto e di cui gradualmente diviene amico. Joseph Thamby rivelò a P. Joseph Chungath della sua vita interiore e suoi straordinari doni spirituali. P. Joseph Chungath ha riferito della vita spirituale di Joseph Thamby con una testimonianza scritta nel 1983.
Fatta eccezione per alcuni brevi periodi, dal 1939 fino alla sua morte (1945),
Joseph Thamby visse a Peddavutapally, cercando di diffondere la Buona Novella nei villaggi circostanti: Kesarapally, Telaprolu, Manikonda, Vuyyuru, Vatluru e Uppaluru. Visitava le famiglie, attirando molti a Gesù Cristo non tanto per le sue parole eloquenti, ma con la testimonianza di una vita semplice e austera, vissuta sulle orme di Cristo Crocefisso. Frequentava regolarmente la Messa e il sacramento della Riconciliazione.
Il suo ministero consisteva nel preparare i catecumeni al battesimo, curare i malati, visitare le famiglie in ed intorno Pedavutapally. Vinse il cuore della gente con la sua semplicità francescana, l'umiltà e lo spirito di preghiera. Grazie ai suoi sforzi, più di trenta famiglie di Peddavutapally sono diventate cattoliche.


Altare costruito dal servo di Dio Joseph Tamby
nella casa della famiglia Boyapati
La famiglia Boyapati (Basavayya e Sitaramamma), fu solo una tra le molte che egli portò alla fede in quel luogo. Questa famiglia si prese cura di Joseph Thamby e questi la ricambiava con il suo interessamento. Questo reciproco affetto e apprezzamento si accrebbe sempre più, e nel corso del tempo la famiglia divenne attenta alla Parola di Dio. Il parroco venne a sapere di questo esito felice e incoraggiò gli sforzi di Thamby. La notte del 22 luglio 1939 la coppia fu battezzata e i coniugi ricevettero il nome di Francesco e Claramma. In casa Boyapati, egli costruì un altare in onore di san Francesco di Assisi, che è possibile visitare ancora oggi.


Chiamata al Cielo: 15 gennaio 1945
Durante i tre mesi che precedettero la morte, divenne ancor più austero. Si nutriva ogni giorno con un solo caffé e solo occasionalmente un piatto di radici, che era possibile trovare lì.
Predisse la data della sua morte tre mesi prima e preparò la bara. Continuò a fare visita ai villaggi, in particolare Kesarapally, Uppaluru, Manikonda e Vatluru, fino alla settimana prima della sua morte.
Dopo il Natale nel 1944 si recò a Manikonda; da lì è tornato a Peddavutapally, colpito da una febbre, il 6 gennaio 1945. Il lavoro nei villaggi, i frequenti digiuni e le molte privazioni ne avevano minato in modo irrimediabile la salute. Il 15 gennaio le sue condizioni di salute peggiorarono. Desiderava morire a casa della famiglia Boyapati. Circondato da coloro che egli aveva convertito, da vari amici e devoti, come lui stesso aveva predetto, Dio lo chiamò a sé per dargli la sua ricompensa eterna, il 15 gennaio 1945 alle 4 del pomeriggio, all'età di 61 anni.

Tomba del Servo di Dio
















Il suo funerale fu rimandato di un giorno affinché più persone potessero affluire a Pedavutapally da diversi villaggi remoti. Centinaia di persone presero parte alla messa funebre. L'anniversario della sua morte è celebrato con grande solennità, con la partecipazione di decine di migliaia di devoti, dal 13 al 15 gennaio di ogni anno


VIDEO DEL SANTUARIO







  • causa di beatificazione

A tutt'oggi fedeli di tutte le fedi e di tutti i ceti sociali si recano alla sua tomba e implorare sua potente intercessione. Tenendo conto della costante crescita del numero di pellegrini in questi anni al santuario di fr. Joseph Thamby, e il grande desiderio dei suoi devoti per la sua elevazione alla venerazione presso l'altare, Provincia cappuccina Marymatha (Andhra Pradesh-Odisha), con la consulenza e il sostegno dell'Ordinario del luogo della diocesi di Vijayawada e l'incoraggiamento del APBC (Consiglio di Andhra Pradesh Bishop), ha preso l'iniziativa di introdurre la Causa di Beatificazione / Canonizzazione di fr. Joseph Thamby. Di conseguenza, egli è dichiarato 'Servo di Dio' il 24 giugno 2007 da Mons Prakash Mallavarapu, Vescovo di Vijayawada e quindi viene avviata la Causa di Beatificazione di Joseph Thamby.

postulatore: Fr. Carlo Calloni, ofmcap
vice-postulatore: Fr. Cherian Palukunnel, ofmcap
richiedente: fr. Joseph Thamby Ashram, Pedavutapally PO, Krishna Dist., 521 286 Andhra Pradesh, India.


  • preghiera





దైవసేవకుడు
బ్రదర్ జోసఫ్ తంబిగారి ప్రార్ధనలు
Preghiera per la beatificazione


Dio nostro Padre, il tuo servo il fratello Joseph Thamby ha dato testimonianza a tuo figlio, Gesù Cristo, di sequela radicale del Vangelo nella sua vita che ha annunciato ai poveri con grande zelo missionario e semplicità francescana. Possa il suo impegno totale a Cristo, la filiale devozione alla Beata Vergine, la lealtà incontaminata alla chiesa e il suo amore compassionevole verso i poveri essere fonte di ispirazione per tutti noi nel nostro lavoro di evangelizzazione. Vi imploriamo di annoverarlo tra i tuoi santi, se serve al vostro disegno di salvezza del tuo popolo.

Maria nostra Madre, San Giuseppe, San Francesco d'Assisi e tutti i santi, intercedano presso Dio Uno e Trino per la Beatificazione di fratello Joseph Thamby. Guarda gentilmente sulle innumerevoli persone che si rivolgono al tuo servo umile, implorando vostre grazie per sua intercessione.

Padre amorevole, umilmente prego di concederci questa grazia ....... per intercessione del fratello Joseph Thamby, in modo che il tuo nome sia glorificato nel mondo. Vi facciamo questa preghiera per Cristo nostro Signore. Amen.



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A cura di Marco Stocchi. Ha collaborato alla traduzione dei testi Maria Rosaria Cavuoti. E' stata consultata la voce della BSS redatta da P. Benedict Vadakkekara ofmcap