mercoledì 26 luglio 2017

CARD. JOSÉ SARAIVA MARTINS PER LA BEATIFICAZIONE DI FRANZ JÄGERSTÄTTER - OMELIA



OMELIA DEL CARDINALE JOSÉ SARAIVA MARTINS

RITO DI BEATIFICAZIONE DEL SERVO DI DIO FRANZ
JÄGERSTÄTTER



    Linz, Austria
    Venerdì, 26 ottobre 2007

 1.


Sono venuto a Linz, con una gioia nel cuore davvero grande, per l'onore che il Santo Padre Benedetto XVI mi ha voluto benevolmente concedere, nel designarmi a presiedere il solenne rito della Beatificazione del servo di Dio Franz Jägerstätter, come suo rappresentante. Mi è caro manifestarvi la letizia, del tutto particolare, nel vedere iscritto, oggi, nell'albo dei beati un laico, sposato, padre di famiglia.

Il servo di Dio Giorgio La Pira, popolarmente conosciuto in Italia, ma non solo, come "il sindaco santo" di Firenze, con quel tratto profetico che non manca mai ai santi, 50 anni fa, se pure in un contesto così diverso e lontano dall'attuale, già scriveva: "La santità del nostro secolo avrà questa caratteristica: sarà una santità dei laici. Noi incrociamo per le strade coloro che fra cinquant'anni saranno forse sugli altari: per le strade, nelle fabbriche, al parlamento, nelle aule universitarie" (1).

Allora un tale auspicio sembrava quasi impossibile da concretizzare. Oggi vediamo che in virtù dell'ultimo Concilio, e della sua generosa attuazione attraverso il ministero petrino di Giovanni Paolo II, sono fatti realizzatisi, non solo a parole, e continuano ad esserlo con l'alto magistero di Benedetto XVI.
2.

La peculiarità del nostro beato è racchiusa nel suo martirio (1943), inserito nel contesto storico particolarmente tragico del periodo del III Reich, durante la seconda guerra mondiale. Il beato Franz era un uomo del nostro tempo, un uomo normale, con dei difetti e persino per un certo periodo di vita, con uno stile di vita piuttosto leggero e mondano. Ma in seguito alla sua vocazione e con la grazia di Dio giunse a mettere la volontà di Dio al di sopra di tutto, arrivando, dopo lunghe lotte interne a una vita straordinaria di testimonianza cristiana.

Per le sue convinzioni di fede ha affrontato la morte. Il suo cammino è una sfida ed un incoraggiamento per tutti i cristiani che possono prendere esempio da lui, per vivere con coerenza ed impegno radicale la loro fede, anche fino alle estreme conseguenze se necessario. I beati e i santi hanno sempre dato l'esempio di cosa significhi e comporti l'essere cristiani, anche in particolari concreti momenti della storia. In un tempo come il nostro, dove non mancano i condizionamenti e addirittura la manipolazione delle coscienze e delle intelligenze, talvolta attraverso forme subdole che si servono delle moderne e più avanzate tecnologie, la testimonianza del beato Franz, del suo indomito coraggio e della sua ferma e forte coerenza è un importantissimo esempio.


3.

Sono commoventi le parole contenute nell'ultima lettera inviata dallo Jägerstätter alla moglie Franziska Schwanniger, in particolare quando afferma: "Ringrazio anche il nostro Salvatore perché io ho potuto soffrire per Lui. Confido nella sua infinita misericordia; spero che Egli mi abbia perdonato tutto e che non mi abbandonerà neanche nella mia ultima ora... Osservate i comandamenti e, con la grazia di Dio, ci rivedremo presto in Cielo!" (Doc. 21, Summ., 187-188).  
Parole che ci portano all'essenza, perché i santi sanno sempre andare all'essenziale, che qui è riconducibile a quel "serva mandata", "osserva i comandamenti" (cfr Mt 19, 17) con cui Gesù risponde a chi vuol sapere cosa deve fare per avere la vita eterna.

Invocando la protezione speciale del nuovo beato, il martire Franz Jägerstätter, su questa venerata Chiesa diocesana di Linz, mi è caro partecipare a questo caro popolo di Dio, a cominciare dal suo venerato Pastore sua eccellenza monsignor Ludwig Schwarz, sui presbiteri, i diaconi, i religiosi e le religiose e su tutti i fratelli e sorelle nella fede, la particolare Benedizione Apostolica del Santo Padre Benedetto XVI, affinché vi accompagni nel cammino verso la santità, a cui tutti siamo chiamati.



(1) Cfr G. Mattei, Un laicato eucaristico con il culto della verità, con l'ansia della santità e con la gioia dell'amicizia. Oltre 300.000 pellegrini hanno partecipato alla concelebrazione eucaristica presieduta dal Santo Padre (Loreto, 5 settembre 2004), in L'Osservatore Romano, 6-7 settembre 2004, p. 9.


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