domenica 15 marzo 2015

31 GENNAIO - S. GIOVANNI BOSCO sacerdote, fondatore dei salesiani, terziario francescano (1815-1888)



31 gennaio
SAN GIOVANNI BOSCO

Sacerdote e Fondatore
Terziario francescano


Castelnuovo d'Asti 1815 -Torino 1888


Martirologio Romano: Memoria di san Giovanni Bosco, sacerdote: dopo una dura fanciullezza, ordinato sacerdote, dedicò tutte le sue forze all’educazione degli adolescenti, fondando la Società Salesiana e, con la collaborazione di santa Maria Domenica Mazzarello, l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, per la formazione della gioventù al lavoro e alla vita cristiana. In questo giorno a Torino, dopo aver compiuto molte opere, passò piamente al banchetto eterno.


Martirologio Francescano:  31 gennaio, in Torino, natale di San Giovanni Bosco, Confessore Terziario, fondatore della Società Salesiana e dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, assai chiaro per lo zelo ardentissimo mel procurare la salute delle anime e nel propagare la fede. Papa Pio XI lo ascrisse tra i Santi.



Fu proclamato Santo alla chiusura dell’Anno della Redenzione, il giorno di Pasqua del 1934.
Messale Romano:
Proprio di San Giovanni Bosco


  • Tratti biografici

"Piantare radici ben salde per avere un futuro di speranza: partiva da questo desiderio l'apostolato di san Giovanni Bosco in mezzo ai giovani. Sapeva, infatti, che nelle bufere dei tempi, nelle crisi della società i più fragili, i più esposti, sono i germogli, quelle nuove generazioni che vanno coltivate e accompagnate. Era nato a Castelnuovo d'Asti il 16 agosto 1815 e venne ordinato sacerdote nel 1841, coltivando da subito la vocazione alla formazione e all'educazione con uno stile fatto di ascolto, amore, accoglienza.
Grande apostolo dei giovani, fu loro padre e guida alla salvezza con il metodo della persuasione, della religiosità autentica, dell’amore teso sempre a prevenire anziché a reprimere. Sul modello di san Francesco di Sales il suo metodo educativo e apostolico si ispira ad un umanesimo cristiano che attinge motivazioni ed energie alle fonti della sapienza evangelica. La sua opera partì da quella struttura che oggi è Valdocco. Affidò poi la sua missione educativa alle congregazioni da lui fondate: i Salesiani, la Pia Unione dei cooperatori salesiani e, insieme a santa Maria Mazzarello, le Figlie di Maria Ausiliatrice. 
Morì a Torino nel 1888. Tra i più bei frutti della sua pedagogia, san Domenico Savio, quindicenne, che aveva capito la sua lezione: “Noi, qui, alla scuola di Don Bosco, facciamo consistere la santità nello stare molto allegri e nell’adempimento perfetto dei nostri doveri”.

Matteo Liut
Approfondimento biografico scaricabile
PDF - Antonio Sicari, Vite dei Santi: San Giovanni Bosco, Jaca Book


  • Patronato
Don Bosco iniziò a radunare ragazzi e giovani per il catechismo, presso il Convitto (1) della chiesa torinese di San Francesco d'Assisi, la stessa presso il cui altare celebrò la prima messa.

Il 31 gennaio 1988 Giovanni Paolo II lo dichiarò Padre e Maestro della gioventù, “stabilendo che con tale titolo egli sia onorato e invocato, specialmente da quanti si riconoscono suoi figli spirituali”.

  • don Giovanni Bosco Terziario francescano

"Si è discusso parecchio círca la francescanità di questo ammirabile Santo e Apostolo degli ultimi tempi; ma dopo la scoperta di alcuni preziosi documenti, esistenti nell'Archivio del Convento Francescano di S. Tommaso in Torino, ogni dubbio è scomparso.
Infatti, nel registro dei Terziari di quella Congregazione, in data 4 luglio 1886, leggesi : "Spedita la patente (di Terziario) al M. R. Don Giovanni Bosco, Patriarca dei Salesiani". Purtroppo dobbiamo lamentare di non conoscere la data precisa - senza dubbio molto anteriore al 1886 - della vestizione e professione del Santo.
Nella tavola dei Confratelli e Consorelle del Terz'Ordine, che contiene il nome di tutti i viventi e defunti, che si stampava, se non ogni anno, almeno ogni due o tre anni, per gli anni 1888 - 89 - 90, in fine è detto :

"Si ricorda a tutti di pregare per i Fratelli e Sorelle defunti negli anni 1885 - 86 - 88.
Fratelli ... M. R. Don Giovanni Bosco, Patriarca dei Salesiani...

firmato:  Padre Candido Mondo, Direttore
              Paolo-Pio Perazzo, Ministro (2)

Inoltre, come è noto ormai a quanti conoscono la vitadel Santo, il Bosco nella sua gioventtr aveva deciso di abbracciare la vita dei Frati Minori. La sua domanda era stata approvata a pieni voti nella sezione definitoriale dei giorni 16 - 17- 18 aprile 1834. Infatti, nei registri della Provincia è detto: "Bosco Joannes a Castronovo, natus die 16 augusti 1815, Baptizatus et Confirmatus, habet requisita et vota omnia, per lo stato clericale".
Aggiungiamo subito che il piissimo giovane era già in viaggio per arruolarsi tra i figli di S. Francesco del I Ordine, quando un giovane e santo sacerdote, anche questi Terziario Francescano - S. Giuseppe Cafasso, senza dubbio illuminato dall'alto, lo distolse dal realízzare la decisione presa, assicurandolo che altra era la sua vocazione.
E il giovane Bosco obbedì e ritornò in famiglia.
Vocazione fallita? No! L'avvenire confermò in pieno i consigli del Cafasso. L'Ordine Francescano nulla ebbe a perdere, perché il Bosco rimase sempre figlio del Santo Poverello di Assisi nel Terz'Ordine e ne visse in pieno lo spirito, mentre la Chiesa acquistò un Apostolo, anzi un Padre di Apostoli.
Le vie della Provvidenza celeste sono sempre mirabili!" (3).


dalle "Memorie Biografiche"

Leggiamo nel V capitolo delle "Memorie Biografiche: “Da Maria Ausiliatrice all'Assunta. Don Bosco nell'Oratorio ed a Pinerolo” (vol. 18): "Nell'anno della canonizzazione (1934) si discusse da varie parti si discusse da varie parti se Don Bosco fosse stato o no Terziario francescano. Il suo nome compariva bensì in un vecchio elenco, ma non nei registri ufficiali, forse perchè inavvertentemente omesso; quindi nel 1886 i Francescani di S. Antonio in Torino stimarono opportuno di rimediarvi, mandandogli il diploma di ascrizione con la data del 1° luglio e qualificandolo per Patriarca dei Salesiani.
Il documento era accompagnato da una lettera con la data del 28 giugno, nella qual lettera il padre Candido, “direttore del Sacro Terzo Ordine” gli diceva:“Eccole la carta che lo dichiara formalmente fratello Terziario Francescano della Congregazione di S. Tommaso. M'immagino che Ella si ricorderà d'aver fatto veramente la vestizione e professione regolare, abbenchè non ricordi il tempo preciso; ma in caso che non fosse certo, sarebbe bene farla anche adesso, essendo tale vestizione e professione indispensabile per godere di tutti i vantaggi spirituali. In questo caso ad un cenno della S.V. Rev.ma mi recherei volentieri nella sua stessa stanza allo scopo”.
Il Padre doveva aver avuto prima un colloquio con Don Bosco sull'argomento, perchè soggiungeva: “Intanto la ringrazio di cuore della paterna accoglienza fattami e dell'adesione al nostro serafico sodalizio”. È chiaro che egli aveva affermata la sua appartenenza all'Ordine ab immemorabili".

Note:

1) Rivelatosi presto angusto, in seguito don Bosco lascio questo oratorio per essere ospitato con i suoi ragazzi presso una struttura di accoglienza per fanciulle povere promossa dalla Ven. Giulia Colbert di Barolo, per poi trasferirsi definitivamente nella storica sede di Valdocco. Della terziaria francescana Giulia Colbert, di cui è in corso la Causa di Beatificazione, sono state riconosciute le virtù con decreto del 2015.
2) Del sD. Paolo Pio Pedrazzo - figura luminosa tra i cosiddetti "santi sociali" piemontesi - è in corso la Causa di beatificazione. Nato il 5 luglio 1846 a Nizza Monferrato, a quindici anni fu costretto ad abbandonare gli studi passando al duro mondo del lavoro entrando in servizio nelle ferrovie dello a Pinerolo. Dal febbraio 1867, è trasferito alla stazione di Torino Porta Nuova, diventando, come tutti lo chiameranno il "ferroviere santo". Nel 1875 entra a far parte del Terz'Ordine Francescano. Dopo 47 anni di servizio è collocato a riposo il 1 maggio 1908. Si dedica a molteplici attività apostoliche e sociali che da sempre completano la sua intensa giornata lavorativa. Accoglie sereno "sorella morte" la notte del 22 novembre 1911.
3) cfr. Leon de Clary, Leon De Clary, Custodia di Terra Santa Ed. - Ist.Tip.Editoriale dei Frati Minori

  • per la vita
 

IL VESCOVO DI TORINO CESARE NOSIGLIA
NEL CENTENARIO DELLA NASCITA

(...) Don Bosco sprona e incoraggia i giovani a puntare in alto perché i loro sogni e le loro speranze si avverino anche grazie al loro impegno e interesse, che mostrano ogni volta che vengono presi sul serio e valorizzati dal mondo adulto, anziché essere adulati catturandone il consenso con accattivanti messaggi che li illudono di poter esercitare la libertà al di fuori dello sforzo di conquistarsela con il sacrificio e anche con la rinuncia alla via facile e comoda del disimpegno irresponsabile che rende dipendenti e non liberi, schiavi di costumi di vita che si vorrebbero offrire loro per tenerli buoni e accomodanti rispetto a chi tira le fila del potere politico, economico e sociale. Guai a parlare con loro di soli diritti senza aggiungere anche i doveri che ne conseguono, a puntare al benessere individuale a scapito del bene comune, a proporre scorciatoie per la felicità a buon mercato, dimenticando che solo nel dono di sé e nell’assunzione di responsabilità verso se stessi e gli altri c’è la via della vera gioia che dà senso alla vita e al suo futuro.
 

Don Bosco non parla solo ai giovani, ma anche agli educatori: è modello, maestro e guida per ogni adulto che voglia impegnarsi ad essere un buon genitore, docente, animatore, sacerdote e leader di un gruppo, di un’associazione o comunità religiosa o civile. Ecco perché la figura e l’opera di Don Bosco sono quanto mai attuali per risvegliare in tutti noi adulti quel senso di responsabilità che ci è chiesto per essere coerenti testimoni di valori etici, spirituali e civili da trasmettere mediante la via di relazioni sincere e dialoghi aperti al confronto tra le generazioni, favorendo così il superamento di quel gap che spesso si crea e impedisce di ascoltarsi, capirsi e stabilire rapporti sereni e costruttivi in famiglia come nella società.

Nel Centenario della nascita di S. Giovanni Bosco
Torino, 31 gennaio 2015